lunedì 2 luglio 2018

Bibliotecari sul Libro Aperto (per tacer dei cani) - 1 Luglio 2018

Quando la guida chiama bisogna essere risoluti, mollar tutto e andare!

...I want you!

E così abbiamo fatto.
Lasciando casa, facendo fagotto e partendo all'alba con la prima tradotta: esercito numeroso, ma mal equipaggiato.

Una di quelle giornate che iniziano non esattamente col piede giusto.
Almeno due bar chiusi, niente caffè, gente che non rispetta gli stop, gente che sbaglia casello autostradale, etc...

Incuranti delle offese della sorte, noi però si tira sempre innanz', scortati da ben quattro (e dico 4) guide.

All'Abetone (un hapax per il sottoscritto), troviamo, stupefatti ed attoniti, ben due piramidi. 

..ecco cosa deve aver provato Napoleone..
Mi giro più e più volte cercando di individuare almeno una sfinge, ma no, da qui parte il racconto di questa Via Narrante, escursione guidata da Paolo Burrini (per chi ne volesse sapere di più: ecco il link a casa sua).
E quindi, queste due piramidi sul passo dell'Abetone (ex comune una volta chiamato Boscolungo) segnano l'inizio della costruzione della variante settecentesca che congiungeva il regno toscano con quello modenese, ma ancor di più, sempre su, portava al Brennero. Insomma, anche i Lorena, come il sottoscritto, quando tornavano a casa in Austria, prendevano la via del Nord, solo che loro si sono fatti fare una strada ad hoc!
Le due piramidi erano un confine, e infatti ora non lo sono più, o tempora o mores (per i mirtilli ancora troppo presto)!

L'Abetone è un posto affollato, tanto che anche Annibale, valicando l'Appennino ha dovuto fare un po' di coda (ma forse alla Dogana non gli facevano passare l'elefante: tsk tsk, burocrazia italica).

..ora di punta sull'Abetone..

..il serpent1..

Curanti del sole (2 flaconi di crema a testa) ci inerpichiamo sulle pagine del Libro Aperto (denominazione data dalla conformazione di due cime vicine e dalla sella che le unisce a mo', appunto, di Libro Aperto) per godere da lassù la visione della dorsale apenninica, come fossimo in piedi su una cartina geografica (fisica).

..viene voglia da farci l'equilibrista, su quella cresta!

Mangiamo il rancio e aspettiamo le retrovie, nel frattempo scrutiamo l’orizzonte con il binocolo che finalmente ci ricordiamo di portare! E l’orizzonte è mozzafiato, come lo sono, ancor di più, i colori brillanti di una giornata di solo sole in montagna, a quasi duemila metri SM.

..Lego per Menhir..
..alla maniera di Fontana..

E le guide ci accompagnano e ci rendono edotti, del larice, dell’abete bianco, delle formiche rosse (di cui non si invidia il genere maschile, e infatti la domanda è: vale la pena essere un formico rosso? E se poi mi reincarno in tale specie?), ma soprattutto di come scegliere il mirtillo adatto!

..l'uomo che sussurrava agli alberi..

..la punta dell'iceberg del formicaio..


Quassù anche i pensieri si rarefanno, tutto acquista altre priorità. Spesso è solo l’andare, il sentire scorrere il respiro e lavorare i muscoli, che ti fa entrare in una meditazione ad occhi aperti.
 
..il regno del ragno..
E poi si rientra, moderatamente stanchi e immensamente felici, e ci si ferma a comprare generi alimentari autoctoni (formaggio, burro, trigliceridi saturi! Purtroppo non avevano biscotti senza olio di palma, alas, sono i migliori!).
Ma ancor di più è senza prezzo il karaoke in macchina e lo show da imitatore della guida: un vero artista a 360°!

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